ai Tre Ronchetti in Milano, 2005

 

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STUDIO DI ARCHITETTURA
TORRICELLI ASSOCIATI
2000-2009 1990-1999 1980-1989 1970-1979
La condizione di margine tra città e campagna viene esaltata come motivo per interpretare quella sorta di tensione che caratterizza il rapporto tra spazio sacro e ambiente circostante. Il sagrato si divarica dal viale pedonale di bordo del quartiere, ricalcando i tracciati centuriali sui quali sono disposte le cascine e gli elementi costitutivi del paesaggio. Questa scelta ordina formalmente l’impianto del progetto secondo tre giaciture: quella più antica del suolo agricolo orienta il sagrato e l’edificio a due piani destinato ad accogliere l’asilo nido, gli uffici parrocchiali e l’abitazione del clero; l’andamento planimetrico del quartiere residenziale viene invece ripreso dall’oratorio, che si sviluppa in lunghezza su di un unico piano e, formando una “L” irregolare con l’edificio precedente, circoscrive gli spazi aperti per il gioco e per le attività sportive. Nell’architettura della chiesa, infine, entra in scena una terza giacitura rappresentata dall’orientamento liturgico est-ovest. La reciproca posizione degli elementi messi in gioco costruisce un paesaggio di frammenti, in cui gli assi che guidano le linee del disegno si concludono l’uno nell’orizzonte finito di un filare di pioppi e l’altro nell’orizzonte infinito della campagna. La funzione transizionale del sagrato è affidata in gran parte al disegno pavimentale: una direttrice principale scorre lungo l’asse chiesa-battistero, mentre dalle rispettive soglie un tracciato in beola sporge ad attrarre il percorso verso l’interno degli edifici. Dal sagrato si entra nella corte su cui si aprono gli ingressi agli edifici del centro parrocchiale; essi sono caratterizzati dalla sobrietà delle linee orizzontali dei volumi e dall’austerità dei materiali di rivestimento, intonaco e pietra arenaria.
Lo spazio e la dimensione del sagrato  vengono conchiusi dalla chiesa, che su di esso affaccia con due volumi tra di loro pressoché ortogonali: il corpo dell’ingresso principale e il nartece del battistero.
Il primo, un volume in pietra calcarea bianca scavata, fissa la soglia attraverso la quale si accede all’aula assembleare. L’asse liturgico è segnato da una navata scandita in tredici campate, che si configurano come camere di luce creando un effetto di illuminazione zenitale. Sulla navata principale, orientata in senso est-ovest, converge ortogonalmente una navata secondaria che segna il percorso dall’altare al battistero, fiancheggiando la sacrestia.
L’impianto canonico delle navate ortogonali viene trasgredito dai tre corpi orientati secondo la giacitura del sagrato - evidenziati all’esterno da tre pareti in pietra arenaria rosata -, che puntano in direzione delle navate ortogonali introducendo forte tensione formale nello spazio dell’aula; ma, ancor più, l’impianto ortogonale viene tagliato, nel suo prolungarsi verso nord, dall’edificio della cappella feriale e del battistero, a forma di torre quadrata, sulla quale aggetta  a sbalzo il castello di acciaio che sorregge le campane. Esso assume il ruolo di segno verticale dell’evidenza del luogo sacro, visibile da tutti i principali percorsi e assi visuali del quartiere, sia in virtù della sua altezza, sia in ragione della sua collocazione planimetrica.
Ma, più in generale, è l’intera struttura in cemento bianco delle navate che si staglia nettamente nel paesaggio, rivolgendo verso la campagna e il giardino la sequenza ritmica dei suoi contrafforti. L’architettura della chiesa prende così carattere e identità dalla composizione di pezzi autonomi e  chiaramente individuati, ancorché definiti da forme elementari e austere a cui si rende coerente la scelta dei materiali - la pietra calcarea bianca per il corpo di ingresso principale, la pietra arenaria rosata e il calcestruzzo dilavato per le facciate laterali e per il battistero- esibiti nel loro valore materico  senza concessioni a richiami storicistici.
Chiesa e Centro Parrocchiale SS. Pietro e Paolo
Pubblicazioni
Gruppo di progettazione
progetto di concorso
Angelo Torricelli con Mariateresa Rampi
consulenti
Marcella Aprile (paesaggio)
Siro Casolo, Alberto Castellani (strutture)
Riccardo De Col, Energo s.a.s (impianti)
Massimo Guazzotti (acustica)
Lorenzo Mangili, Gianriccardo Piccoli,
Gianfranco Pardi, Ugo Riva (artisti)
Marco Robecchi (valutazione economica)
Giuliano Zanchi (liturgia)
collaboratori
Daniele Consonni, Antonia Gobbo, Giovanni Maggioni,
Giuseppe Mazzeo, Anton Luca Nannini, Silvio Terzi,
Carlotta Torricelli
modellazione tridimensionale
Davide Spreafico
fotografie
Stefano Topuntoli
progetto esecutivo
Torricelli Associati (progetto archittonico)
Sara Riboldi, Carlotta Torricelli, Valerio Tolve
collaboratori
Edoardo Bernasconi, Giovanni Comi
consulenti
Firmitas (strutture)
Progetto Clima (impianti)
A. Torricelli, Chiesa e Centro Parrocchiale SS. Pietro e Paolo ai Tre Ronchetti in Milano, in Aa.Vv., Identità dell’architettura italiana, Diabasis, Reggio Emilia, 2006.
in corso