STUDIO DI ARCHITETTURA
TORRICELLI ASSOCIATI
Concorso Internazionale di progettazione di Housing Sociale
Il sito di via Cenni consiste nel corridoio residuale compreso tra il retro di un deposito tranviario e il fianco della caserma delle storiche batterie a cavallo; sul fondo la distesa del Campo di Marte, forzato vuoto paradossalmente preservato grazie alle servitù militari.
L’intervento proposto ha la duplice funzione di rafforzare l’identità del luogo, soprattutto potenziando la dotazione di spazi pubblici verdi e di aggregazione, e di reistituire relazioni e interazioni tra il quartiere esistente e le nuove costruzioni.
L’elemento generatore degli spazi pubblici, semipubblici, collettivi e privati è il corso, lungo il quale il progetto dispone i corpi più bassi delle case in serie e una sequenza di case in linea.
La cascina esistente, ricompresa nella più ampia ipotesi di valorizzazione sostenibile del sito, costituisce il tipo di riferimento per il potenziamento degli spazi pubblici e dei servizi in fregio all’edificato esistente, definendo un articolato fluire di luoghi collettivi. Ha qui inizio il corso lastricato e, in parte trattato a verde; il bordo sud è formato dagli edifici residenziali disposti in serie, mentre a nord si aprono le corti allungate che scandiscono il passo delle case in linea. Le corti sono separate dalla viabilità di servizio e di accesso all’autorimessa sotterranea per mezzo di piccoli padiglioni destinati ad accogliere le funzioni di servizio alla residenza. Il corso è concluso da una piccola motta chiomata di olmi, al contempo cerniera e point de vue tra il nuovo quartiere e il paesaggio.
Tutta la sequenza dei corpi lungo il tracciato principale è segnata dalle parti comuni delle scale che diventano elemento integrante e di raccordo dei luoghi semipubblici del quartiere. Il progetto si interroga sulla qualità e la conformazione di queste parti comuni cercando per dimensioni, per gerarchie e per sequenze di conferire a tali ambiti un carattere di sosta e di scambio, coniugando la necessaria continuità a livello paesaggistico dello spazio pubblico con il senso di domesticità che lo spazio semipubblico deve garantire.
In generale il disegno assortisce le tipologie abitative così da non generare clusters tutti dello stesso tipo, onde evitare separatezza e segregazione. Gli appartamenti delle case in serie, i duplex, gli alloggi flessibili, le case al piano terra con i giardini lavorano sulla variazione tipologica della residenza, rispecchiando i criteri di adattabilità, ma soprattutto si aggregano in ragione dei diversi gradi di rapporto tra spazi privati/semiprivati e pubblici/semipubblici.
Le case in linea, di sette piani, si sviluppano in senso longitudinale modulandosi su una sequenza di corpi scala e androni passanti che rimanda al consueto passaggio dalla strada all’interno urbano della corte. Gli edifici misurano il vuoto e compongono una sequenza di spazi che della corte riproduce il carattere di domesticità senza ripeterne le caratteristiche inattuali di chiusura. Le case in serie si conformano ai primi due piani come una sequenza di alloggi duplex con accesso diretto, accostati tra loro. Al piano terra l’appartamento assorbe il salto di quota tra il corso e i giardini privati nel passaggio che porta al soggiorno, aperto verso il verde e protetto da un sistema di brise soleil; a esso si sovrappone un volume in muratura di mattoni a vista, con file di finestre che segnano i due piani sovrapposti.
Il progetto rivolge la sua attenzione sia a un’elevata prestazione dell’involucro sia a un appropriato utilizzo dei terminali impiantistici. L’involucro delle case basse prevede una copertura isolata, ventilata e solarizzata con pannelli. Nelle case alte il sistema di controllo dell’irraggiamento solare viene attuato per mezzo di frangisole orizzontali, che consentono di creare un moderno musharabia per incentivare la ventilazione naturale favorita dal doppio affaccio.
Tali criteri si rendono praticabili in coerenza con la proposta di edifici estremamente semplici dal punto di vista volumetrico, dove il grado di articolazione compositivo è perseguito con parti figurativamente e tecnicamente autonome, come i corpi scala, i loggiati e i brise soleil, che sono dichiaratamente aggiunti, a mettere in scena il decoro della costruzione.
Gruppo di progettazione
progetto
Angelo Torricelli (capogruppo)
Mariateresa Rampi, Francesco Collotti, Marco Robecchi,
Sara Riboldi, Valerio Tolve, Carlotta Torricelli
consulenti
Mauro Boasso (progettazione strutturale)
Federica Granata (progettazione degli spazi pubblici)
Renata Morbiducci (architettura tecnica, sostenibilità)
Sandro Attilio Scansani (impianti tecnici, risparmio energetico)
Carla Scotti Viganò (arredamento)
collaboratori
Mattia Appiani, Roberto Bonadeo, Davide Cusani,
Stefania Monzani, Demetrio Scopelliti
A. Torricelli, Una comunità per crescere / A community for growth. International social housing competition Via Cenni, Milan, in Aa.Vv., Community/Architecture. 57 contributi di ricerca in ambito internazionale - 57 contributions from international research, a cura di E. Prandi, Festival Architettura Edizioni, Parma 2010;
A. Torricelli, Tensioni da comporre (nell’enfasi della costruzione sostenibile), in Aa.Vv., Il progetto di architettura fra didattica e ricerca, a cura di Claudio D’Amato, Polibapress, Bari 2011;
Aa.Vv., Nuove forme per l’abitare sociale. Catalogo ragionato del Concorso Internazionale di Progettazione di Housing Sociale oper le aree di via Cenni e Figino a Milano, a cura di G. Ferri, L. Pacucci, E. Pero, Fondazione Housing Sociale, Milano 2011;
Sara Riboldi, Valerio Tolve, Carlotta Torricelli, Case-Città-Paesaggio. Progetti di spazi domestici e luoghi collettivi, in Abitare il nuovo/abitare di nuovo ai tempi della crisi. Atti delle giornate internazionali di studio. 2° Edizione di “Abitare il Futuro”, CLEAN, Napoli 2012.
"Una comunità per crescere - Milano via Cenni ", 2009
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Pubblicazioni
in corso 2000-2009 1990-1999 1980-1989 1970-1979