Biassono
2025
Concorso Internazionale di Progettazione
Progetto
Angelo Torricelli
con
Carlotta Torricelli
Sara Riboldi
Jacopo Basilico
Benedetta Badiali
Progettisti Associati Tecnarc (strutture e impianti)
Marco Robecchi (valutazione economica)
Collaboratori
Matteo Mornata
Alejandro Nanni
I campi di terra intorno al nucleo antico di Biassono, progressivamente riconvertiti a distese di villette nelle pluridecennali lottizzazioni indiscriminate, trovano scampo in casi sporadici; tra questi, l’Amministrazione comunale ha scelto un grande prato come area di concorso per il nuovo complesso scolastico-sportivo.
Antichi, la terra e i tracciati impongono l’obbligo di riconoscere il tema dominante: quello di edificare in coerenza con la millenaria edificazione della campagna e delle abbazie che, in Lombardia, stabiliscono i princìpi insediativi e le regole costruttive del paesaggio umanizzato.
Con le abbazie, che si costituiscono nel ruolo di exemplum, si propone in analogia il progetto, qui di seguito spiegato, come fosse compiuto, alla stregua di guida per utenti e visitatori.
«Si procede lungo la via maestra con le spalle al vicino Parco di Monza e lungo tracciati consolidati nel tempo, incontrando un campus costituito da edifici scolastici, attrezzature sportive all’aperto e al coperto, giardini e una nuova piazza pubblica.
Sulla piazza, in parte alberata, pavimentata in graniglia di cemento listata in beola, si affacciano la nuova scuola elementare, la biblioteca, la palestra e l’edicola ottagonale.
La scuola è concepita come un edificio a corte, su due piani, a fianco del quale prende avvio un percorso naturalistico di connessione con la scuola media esistente e gli altri giardini. Il cuore della nuova scuola è un chiostro quadrato erboso, su cui prospettano i lati delle aule, quello della mensa, quello degli uffici di amministrazione e direzione. Qui è incastonata la biblioteca a pianta centrale, illuminata da luce zenitale, con una forte apertura d’angolo verso la piazza. La sala di lettura, con balconata al piano superiore, è avvolta dall’ambulacro delle librerie.
L’ingresso alla scuola, segnato dalla pensilina protesa verso la piazza, si apre su un salone illuminato dall’alto, dal quale si accede anche all’auditorium, alla palestra, allo spazio espositivo e al grande atélier.
I percorsi di connessione, dilatandosi nelle serre, conducono alle aule illuminate e aerate su lati contrapposti.
L’auditorium si configura secondo il tipo del teatro, integrato con quello all’aperto, visivamente grazie alle vetrate che si stagliano sui muri in mattoni, ma anche effettivamente; difatti la parete che divide la cavea interna da quella all’aperto può scomparire per scorrimento a ghigliottina verso il basso.
La palestra è un grande edificio che comprende i campi da gioco regolamentari, i servizi, gli spalti a gradonate per il pubblico e la zona ristoro. Le falde in lamiera della copertura si dispongono su piani paralleli ad altezze di poco differenti, con l’effetto di una «plissettatura» che continua anche nell’involucro esterno lungo le pareti longitudinali, mentre i muri laterali ciechi sono in mattoni a vista.
Verso la piazza un lungo e sottile canale accoglie sul suo bordo le panche in pietra, riparate dall’ombra del muro e dei piccoli alberi da fiore disposti in filare».
